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28 Sett / 6 Ott



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BULLERI, LE SUE PRIME PAROLE TREVIGIANE: “TREVISO PER ME E’ UN POSTO SPECIALE, UN ONORE ESSERE IL CAPITANO DELLA BENETTON”

(1 lug;h.16.00) - Ecco le dichiarazioni di Massimo Bulleri dopo le visite mediche e la firma del contratto ieri pomeriggio a La Ghirada, prima della partenza per le vacanze. Bentornato “Bullo”, era scritto nel destino che la tua carriera avrebbe visto ancora il colore biancoverde, quello che ha caratterizzato i tuoi momenti miglioriSi, torno con grande entusiasmo in un posto dove sono sempre stato bene e dove ho scritto le pagine più belle della mia carriera. Questo è un posto speciale, non solo per me, e qui spesso la stagione l’ho finita con la gioia e con il sorriso, quindi non è stato difficile per me scegliere di tornare in quella che considero la mia “casa” da quando sono un giocatore di basket.E’ una città che ti ha sempre voluto bene, dimostrandotelo visceralmente anche quando partisti: “E’ bello giocare dove la gente ti stima e ti vuole bene, fa un effetto particolare. Qui la città e il pubblico mi hanno visto crescere passo passo come giocatore, dalle giovanili fino a diventare protagonista, penso che proprio per questo la gente si sia legata a me e mi abbia sempre fatto sentire bene. Sarà bello tornare al Palaverde.” Quindi è un “ritorno al futuro” per Massimo Bulleri a Treviso! “In effetti il passato e le vittorie raggiunte qui qualche anno fa sono ricordi, adesso bisogna pensare al futuro e voglio essere una parte importante del futuro di questa società. Non voglio essere presuntuoso né fare promesse, ma mi impegnero’ assieme alla squadra e allo staff per invertire la rotta e riportare la Benetton Basket dove le compete in campionato e in coppa.” E con un ruolo importante, di responsabilità, quello di capitano della squadra “Ormai gli anni passano e sono arrivato al punto in cui sono meno gli anni di parquet che ho davanti rispetto a quelli che ho alle spalle, quindi cambia anche il mio ruolo all’interno della squadra. Mi è stato proposto da Claudio Coldebella questo ruolo ed ho accettato con entusiasmo, per me un ruolo nuovo, un onore e una responsabilità in più che sono convinto di poter svolgere bene grazie alle esperienze avute nella mia carriera e soprattutto con il supporto dell’allenatore e della società.” A questo proposito, cosa ne pensi del nuovo staff?Claudio Coldebella, che è stato mio compagno di squadra e mio assistente allenatore a Milano, è una persona speciale, a lui in tempi non sospetti avevo preconizzato un grande avvenire come dirigente per le sue caratteristiche tecniche e morali e per la sua preparazione. Ci lega una grande stima reciproca, così come stimo molto, avendolo spesso affrontato da avversario, coach Repesa, che ritengo un allenatore di grande spessore tecnico e umano, l’ideale per fare crescere una squadra giovane come sarà la nostra. Penso che il mix di esperienza di coach Repesa e di voglia di fare bene di Claudio, che ha dimostrato anche a Caserta nel suo esordio dietro la scrivania le sue doti, possa essere veramente quel qualcosa in più che potrà portare in alto la Benetton.” Sempre con l’obiettivo di andare a “prendere” Siena, eternamente in fuga rispetto al gruppone? “L’obiettivo non deve essere Siena, dobbiamo essere noi stessi e la nostra crescita di squadra e di gruppo. Non possiamo fare paragoni, noi saremo una squadra nuova sia come giocatori che come staff tecnico e dirigenziale, quindi dovremo crescere di giorno in giorno lavorando ed impegnandoci senza fare proclami o dichiarare obiettivi. Comunque anche a Siena cambierà qualcosa e anche loro avranno meno certezze rispetto alle ultime stagioni trionfali, se qualcuno sarà bravo potrà approfittarne, ma è ancora presto per fare questo tipo di valutazioni.”